Claudio Brachino, notoriamente più bello che professionalmente credibile, sceglie – per migliorare le sue credenziali – di avventurarsi per stravaganze (promesse e puntualmente disattese) con il sostegno di Alessandro Sallusti, maestro di questo genere comico e habitué di scoop stile Novella 2000. Maestro in seconda, s’intende, dopo il direttore titolare nonché arbiter elegantiarum [postribulorum].
Il risultato qualifica da sé questi ominicchi pericolosi, agitatori di masse incolte e nutrite a colpi di “senso televisivo”, rafforzando la statura del giudice e dell’uomo che ha deluso i loro luoghi comuni.